S. Giuseppe

Parrocchia San Giuseppe al Lagaccio

Una parrocchia impegnata nell'evangelizzazione

Chiesa

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Pizzata e film coi cresimati

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I_passi_dell_amoreQuesta sera abbiamo vissuto un momento fantastico con i ragazzi che hanno fatto la cresima l’anno scorso e quest’anno: pizza e film!

Ci siamo incontrati alle 19, abbiamo chiacchierato un po’ di come procede la scuola e la loro vita, e aspettando il don ci siamo imbarcati in un gioco famoso di  questi tempi: “rischia il gusto”.

Arrivato don Paolo abbiamo iniziato a guardare il film “I passi dell’amore”. Landon, un giovane bulletto, uno dei ragazzi più polari del liceo che frequenta, dopo la separazione dei genitori vive solo con la madre, e ha con il padre un rapporto burrascoso. Con la sua compagnia di amici si diverte a fare scherzi ai coetanei, a bere e a partecipare a feste movimentate. Dopo l’ultimo scherzo molto pericoloso fatto ad un ragazzo più piccolo di lui , il preside decide di dargli una bella punizione, e così conosce Jamie Sullivan, figlia del pastore locale, una ragazza  spesso bersagliata da Landon e i suoi amici. Jamie è una giovane semplice con una grande fede, che nel tempo libero fa volontariato e aiuta le persone meno fortunate. I due finiscono presto per innamorarsi e amarsi, con tante difficoltà, ma Jamie nasconde un segreto che determinerà una stupenda maturazione in Landon.

gruppo-cresimati-2015-10-24-21-21-05Dopo il film abbiamo parlato con i ragazzi di come una persona possa cambiare totalmente, conoscendo l'amore, sentendosi amata e amando. Landon ha cominciato a vedere il bello della vita e ha scoperto attraverso Jamie la bellezza nel donarsi gratuitamente.

gruppo-cresimati-2015-10-24-22-17-39Finito la condivisione del film ci siamo immersi in un altro gioco, dico immersi perché abbiamo perso la cognizione del tempo.

Con l’aiuto di Dio vorremmo continuare a vederci, e continuare il cammino che abbiamo appena iniziato.

Grazie Signore per la serata, per i ragazzi e i loro genitori che con tanto impegno mi aiutano a portare avanti questo gruppo: fa’ che possa essere sempre fruttuoso e che possano conoscerTi sempre di più.

Vedi tutte le foto della serata.

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Questa sera giovani e cresimati ci siamo ritrovati nella saletta locandina film La Passione di Cristoparrocchiale per vedere insieme “La passione di Cristo” di Mel Gibson (2004).

Abbiamo visto il film senza fare alcuna pausa. Non ce la siamo sentiti di interrompere una proiezione che ci ha aiutato a riflettere sul tempo di Quaresima che stiamo vivendo, sul dono e sacrificio di Gesù per noi tutti e sulla Sua risurrezione, che è fondamento della nostra fede.

Ciascuno di noi ha potuto tanto soffermarsi sui vari momenti della Passione e sugli altri episodi della vita di Gesù che venivano mostrati (l’infanzia con Maria, il discorso della montagna, l’incontro con la donna adultera salvata dalla lapidazione, l’ingresso solenne a Gerusalemme, l’Ultima Cena preceduta dalla lavanda dei piedi), quanto identificarsi con i personaggi e con il loro comportamento nei confronti del Signore, così che nel successivo momento di condivisione sono emerse le seguenti riflessioni:

  • il suicidio di Giuda mostra la disperazione a cui porta la mancanza di fede nel perdono di Gesù;
  • il “processo farsa” a Gesù da parte dei sommi sacerdoti è un esempio dell’ingiusto giudizio umano quando condanniamo qualcuno senza prima ascoltarlo poiché la condanna è già nel nostro cuore;
  • san Pietro, con il suo rinnegamento, ci fa pensare a tutte le volte che non abbiamo il coraggio di affermare la fede in Gesù nelle varie circostanze della vita;
  • il doppio volto della folla, che grida “Crocifiggilo!” dopo aver acclamato Gesù suo re solo una settimana prima, rende l’idea della debolezza e della volubilità della folla che – sedotta dalla tentazione (rappresentata dalla presenza costante del diavolo) e manipolata dai ragionamenti dei potenti – rifiuta la Verità e segue la corrente del più forte;
  • Ponzio Pilato, quando chiede a Gesù che cos’è la verità e rinuncia a prendere posizione per timore delle ripercussioni dell’eventuale liberazione di Gesù sulla sua carriera e sulla sua vita, incarna ciascuno di noi quando si chiude in se stesso e non riconosce la Verità perché imprigionato dai propri interessi e dalle proprie paure;
  • Simone di Cirene, che prima prova a rifiutarsi di portare la croce con Gesù perché “non sono fatti suoi” e poi accetta e difende il Signore dalle offese e dalle percosse dei soldati, rappresenta ognuno di noi quando per amore a Dio riesce a fare qualcosa che inizialmente  – per paura, indifferenza o interesse – avrebbe voluto evitare;
  • la giovane Veronica, una delle poche persone che sono “prossimo” per Gesù lungo la strada che porta al Calvario, ci ricorda che in mezzo alla folla, alla violenza, all’indifferenza, Dio suscita sempre la compassione, la misericordia, la carità nelle anime semplici che si fanno Suoi strumenti;
  • Maria, che da madre corre incontro a Gesù caduto sotto il peso della croce per soccorrerlo e dargli conforto come faceva quando lui era bambino, esprime l’amore e la tenerezza della Madre di Gesù e Madre nostra;
  • il pentimento di Disma, il buon ladrone, ci insegna a non dubitare mai della misericordia di Dio;
  • Gesù, che dall’alto della croce, dona Maria a Giovanni come madre e Giovanni a Maria come figlio, consegna a noi discepoli il principio di una nuova missione nella quale non siamo soli.

Signore Gesù, grazie per averci riunito ancora nel Tuo nome e averci guidato nel metterci in discussione e nel cercare Te.

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Il film dei ragazzi delle medie

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butterfly-circusQuesta sera con i ragazzi delle medie ci siamo ritrovati nelle salette della parrocchia per vedere insieme il film “il circo della farfalla”.

Il film parla di un circo che sfrutta le persone con malformazioni umiliandole, deridendole e facendole passare come persone dimenticate da Dio.

L’attore principale è un ragazzo senza gambe e braccia, anche lui vittima delle umiliazioni di questo circo; il ragazzo trova il coraggio e l’occasione di scappare nascondendosi nel camioncino di un altro circo, appunto il Circo della Farfalla. Questo circo, a differenza dell’altro, cerca di valorizzare i doni delle persone, dimostrando a tutti che anche loro possono dare molto al mondo.

Dopo aver visto il film siamo passati a vedere la testimonianza del protagonista, il ragazzo senza arti: racconta la sua infanzia, la sua vita, e come è stato difficile per i suoi genitori e per lui affrontare tutto, e come grazie alla fede sono riusciti ad andare avanti e a superare tutte le difficoltà.

Dopo aver visto la testimonianza io e Annalisa abbiamo cercato di portare i ragazzi ad aprire il loro cuore e a vedere attraverso il film che Dio non dimentica nessuno, e che il suo amore è grande ed immenso per ognuno di noi.

Grazie Signore per questa serata.

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bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue_coverGiovani e cresimati continuiamo a incontrarci per condividere la visione di un film e parlarne insieme. Questa sera si sono uniti a noi anche gli ultimi cresimati di novembre 2014, e abbiamo visto Bianca come il latte, rossa come il sangue, realizzato dal regista Giacomo Campiotti nel 2013 e ispirato al romanzo omonimo di Alessandro D’Avenia.

Il film racconta la storia di Leo, studente al terzo anno delle superiori, che cresce e scopre la bellezza di donare se stesso grazie alle relazioni affettive e ai suoi confronti con Beatrice (la ragazza della quale è innamorato e che si ammala gravemente), Silvia (la ragazza dalla quale è amato e che poi, grazie a Beatrice, comprende di amare a sua volta) e il professore (un supplente che ama il proprio lavoro e diventa il suo punto di riferimento).

Al termine del film ci siamo resi conto che gli spunti di riflessione offerti erano stati molti:

  • l’invito a valorizzare le persone che ci vivono accanto ogni giorno e quelle che incontriamo, imparando a fermarci e prenderci il tempo per apprezzare la bellezza che è in ciascuna di esse – la stessa bellezza che, alla fine, è la traccia di Dio in ciascuno di noi;
  • la possibilità di scegliere di sacrificare i propri interessi per la felicità della persona che si ama;
  • la possibilità di scegliere di donare se stessi per il bene del prossimo;
  • l’incoraggiamento a non essere superficiali nelle nostre relazioni con il prossimo, cercando di sviluppare una sensibilità che ci aiuti ad ascoltare, a fare attenzione e comprendere i sentimenti degli uni verso gli altri.

Signore Gesù, grazie per averci donato ancora una volta la possibilità di stare insieme divertendoci, ma anche pensando e confrontandoci. Ti chiediamo di aiutarci a riconoscere la bellezza del dono della vita e a scegliere di essere dono noi stessi!

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I giovani e san Giuseppe Moscati

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Questa sera noi giovani ci siamo riuniti per svolgere il nostro incontro mensile e continuare il percorso alla scoperta delle figure di giovani santi. Questa volta abbiamo approfondito insieme la testimonianza offerta dalla vita di san Giuseppe Moscati.

Dopo un canto e l’invocazione iniziale allo Spirito Santo abbiamo letto insieme il brano del Vangelo in cui Gesù spiega che nell'amare e servire il prossimo – “i piccoli” –  amiamo e serviamo Lui stesso, e che su questo saremo giudicati quando verrà nella gloria (Matteo 25, 31-46).

Dopo la condivisione sul brano del Vangelo, abbiamo visto un video che riassume la vita del santo, medico e professore universitario, che amò e visse in profondità il Vangelo nella Napoli di fine Ottocento e inizio Novecento. Egli fece del proprio mestiere non la via per la ricchezza o per il prestigio sociale, ma lo strumento per il servizio al prossimo, senza trascurare la vita spirituale: s’impegnava, infatti, a non rinunciare mai alla santa Messa quotidiana nonostante tutti i suoi impegni con gli ammalati, i poveri e gli studenti. Della sua vita ci hanno colpito molto l'umiltà e lo stile di vita da “povero per i poveri”, la discrezione, la perseveranza nella fede e nella fiducia nella Provvidenza che non gli avrebbe fatto mai mancare le forze, l’amore per la Verità.

Grazie, Gesù, per averci donato anche san Giuseppe Moscati. Aiutaci a vivere, sul suo esempio, l’amore a Te e al prossimo!

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locandina film 7 km da GerusalemmeQuesta sera giovani e cresimati ci siamo ritrovati per ricominciare a condividere periodicamente la visione di un film. Oggi abbiamo visto 7 km da Gerusalemme, realizzato dal regista Claudio Malaponti nel 2007 e tratto dall’omonimo romanzo di Pino Farinotti.

Il film narra le vicende di Alessandro, un quarantenne non credente che lascia il proprio lavoro di pubblicitario e vive una crisi familiare, ma che incontra Gesù in carne e ossa durante un pellegrinaggio in Terra Santa. L’incontro con Gesù accresce ulteriormente la sua crisi interiore: scardina le sue convinzioni, innesca il [dubbio]] e fa sì che – di volta in volta – Alessandro riconsideri gli episodi importanti della propria vita grazie al dialogo con Gesù, che l’ha voluto lì per incontrarlo. Quando torna a casa, Alessandro non ha superato del tutto i suoi dubbi, ma non è neanche più quello di prima: si riconcilia con la moglie e la figlia, racconta la propria storia e, su incarico di Gesù, consegna tre messaggi a tre persone di sua conoscenza.

Al termine del film abbiamo confrontato le nostre impressioni in un breve dibattito. Abbiamo paragonato l’esperienza di Alessandro alla nostra esperienza quotidiana, dove l’incontro con Gesù, alla base della nostra fede, è il punto di partenza per un cambiamento, per aprirsi a un modo nuovo di considerare la vita con i suoi eventi e le persone che in essa incontriamo. Abbiamo messo in evidenza che, come Alessandro, anche noi, dopo aver incontrato Gesù, diventiamo suoi “messaggeri”, ovvero suoi testimoni; anche noi siamo messaggeri di Gesù quando, per esempio, con una parola riusciamo a incoraggiare o a consolare qualcuno che ne ha bisogno, o a dare un consiglio.

Signore Gesù, ti ringraziamo per averci riuniti ancora. Fa’ che ti riconosciamo nelle circostanze della vita e che siamo tuoi testimoni!

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Questa sera noi del Gruppo Giovani e alcuni dei ragazzi cresimati nel 2013 e nel 2012 ci siamo ritrovati per guardare insieme il film Il sole dentro (2012) di Paolo Bianchini.Locandina del film "Il sole dentro"

Dopo una breve preghiera per chiedere a Gesù di benedirci e accompagnarci nella visione del film, abbiamo dato inizio alla proiezione. Il film narra due storie  che si intrecciano fino a formarne una sola: la prima, vera, è quella di Yaguine e Fodé, due ragazzi guineiani che nel 1999 decisero di scrivere una lettera agli onorevoli del Parlamento Europeo al fine di sensibilizzarli ai problemi dei giovani africani e che, per consegnarla, si imbarcarono da clandestini sul vano carrello di un aereo di linea diretto a Bruxelles, dove però morirono assiderati durante il viaggio; la seconda storia, inventata, è quella di Rocco e Thabo, due ragazzi che aspirano a diventare calciatori e che si ritrovano a viaggiare a piedi da Bari a ‘Ndula – un piccolo villaggio della Guinea dove vive la famiglia di Thabo – dopo che quest’ultimo viene allontanato e abbandonato dal manager della propria squadra di calcio perché “non rende” e non è abbastanza promettente. Le due storie si incrociano perché si scopre che a ‘Ndula vive una donna, Chiara, la quale è andata a lavorare con la comunità locale e fa da allenatore di calcio ai ragazzi del posto dopo che nel 1999, quando lavorava all’aeroporto di Bruxelles, aveva scoperto i corpi di Yaguine e Fodé nel vano carrello dell’aereo sul quale viaggiavano e ne aveva accolto l’accorata richiesta di aiuto.

Alla proiezione del film è seguita una breve chiacchierata. Tutti abbiamo apprezzato i temi trattati dal film: l'amicizia, la solidarietà, la condivisione, la speranza, il modo in cui un evento forte possa cambiare la vita e condurre a fare delle scelte importanti. Abbiamo anche discusso sui lati oscuri del calcio, che ad alti livelli sembra perdere la sua natura di sport e somigliare sempre più spesso a un mercato, a un’industria che tratta gli esseri umani come merci di scambio e fonti di reddito. Infine, abbiamo colto – e accolto – l’invito ad essere più attenti al grido dei poveri del mondo, ad occuparci di chi ha bisogno di noi.

Grazie, Signore, perché anche attraverso la visione di un film ci dai occasione di ritrovarci e crescere insieme guardando con maggiore attenzione al mondo che ci circonda.

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locandina film "Vita di Pi"

Questa sera noi del Gruppo Giovani e alcuni dei ragazzi cresimati nel 2013 e nel 2012 ci siamo ritrovati per guardare insieme il film Vita di Pi (2012) di Ang Lee.

Dopo una breve preghiera per chiedere a Gesù e alla Madre Celeste di benedirci e accompagnarci nella visione del film, abbiamo preso posto e avviato la proiezione. Il film racconta la storia di Pi, un ragazzo indiano che, dopo il naufragio della nave su cui stava viaggiando insieme alla sua famiglia per ‘trasferirsi in Canada, si ritrova a dover sopravvivere su una scialuppa di salvataggio in compagnia di una tigre, scoprendo e sperimentando la fede in Dio di cui aveva solo sentito parlare nella sua infanzia.

Nel dibattito che è seguito alla proiezione del film, abbiamo messo in luce alcuni aspetti: la decisione di addomesticare la tigre e la determinazione  con cui porta avanti l’addestramento rappresentano la volontà di affrontare le proprie paure per sopravvivere; la differenza tra l’animale, che agisce per istinto, e l’essere umano, che agisce secondo la propria coscienza; la scoperta della fede come luce anche nei momenti più bui in cui ci si chiede o ci si rivolge a Dio gridando: “Perché  a me? Perché tutto questo?”; la difficoltà e  la diffidenza dell’uomo a credere a una storia che annuncia una novità, qualcosa di diverso rispetto a ciò che ci si aspetta o che è più logico secondo il senso comune.

Grazie, Signore Gesù, perché ci permetti di camminare nella fede anche vedendo un film insieme!

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Passa il favoreQuesta sera noi del Gruppo Giovani e i ragazzi che hanno ricevuto la Cresima a novembre ci siamo ritrovati nella sala video della parrocchia per vedere insieme il film Un sogno per domani.

Dopo una breve preghiera, con la quale abbiamo affidato a Gesù e a Maria la serata e la visione del film, abbiamo preso posto e seguito il film con attenzione.

Alla proiezione è seguito un breve dibattito, dal quale è emerso che il messaggio del film è stato molto apprezzato.  È passato l’incoraggiamento a non arrendersi di fronte al male che si vede nel mondo e ad impegnarsi nell’essere solidali con il prossimo nelle piccole e grandi cose della vita di ogni giorno, osservando le situazioni e cercando di capire se e come possiamo fare qualcosa per migliorarle, senza chiedere nulla in cambio a chi riceve il “favore” se non che faccia lo stesso con il suo prossimo (come disse Gesù al giovane che gli aveva chiesto chi fosse il suo prossimo e al quale aveva risposto con la parabola del buon samaritano).

Nella scena finale, il bambino protagonista dice: «È come la tua grande occasione di riparare  qualcosa che non è la tua bicicletta: puoi riparare una persona». E se lui che era un bambino ha fatto questo nel film, noi che siamo un gruppo possiamo fare molte cose nella realtà o, almeno, abbiamo il dovere di provarci.

Terminato il dibattito, abbiamo ringraziato il Signore per il tempo trascorso e condiviso insieme, e ci siamo proposti di incontrarci di nuovo il mese prossimo.