S. Giuseppe

Parrocchia San Giuseppe al Lagaccio

Una parrocchia impegnata nell'evangelizzazione

Chiesa

Contributi del giorno sabato 23 Marzo 2013

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Pasquagiovani dai vicoli alla cattedrale

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pasquagiovani3La Pasquagiovani di quest’anno, culminata in Cattedrale, è iniziata nei vicoli: in prossimità della chiesa di San Giovanni si sono radunati i giovani, presente il cardinale arcivescovo, portando grossi rami di palma, e da lì si è snodata la processione che ha attraversato via Pre, via San Luca, via Banchi, fino alla cattedrale. E non era solo camminare, c’era canto e preghiera!

In cattedrale, poi, abbiamo trovato Gesù Eucaristia solennemente esposto per l'adorazione, mentre molti sacerdoti erano disponibili per le confessioni.

Quindi la catechesi del cardinale, che ha indicato ai giovani i punti più importanti di quella che dev’essere una vita vissuta nella fede.

La serata si è conclusa con un regalo a tutti i diciottenni. Ci siamo portati a casa il grosso ramo di palma che sarà portato all’inizio della Messa comunitaria di domani.

Della parrocchia c’eravamo una discreta rappresentanza, e ci siamo goduti il bel momento. Grazie Signore!

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I cento anni con il cardinale

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cento_anni_cardinale_messa_2013-03-23-12-06-34Questa mattina è stato con noi il cardinal Bagnasco, unendosi alla gioia della comunità parrocchiale per i cento anni della posa della prima pietra.

Alla Messa, che è iniziata alle ore 11, hanno concelebrato quasi tutti i sacerdoti del vicariato. Erano stati invitati anche i sacerdoti che hanno svolto servizio in parrocchia negli anni passati, ma non hanno potuto presenziare, per vari motivi; li abbiamo comunque sentiti presenti tra noi.

cento_anni_cardinale_2013-03-23-10-50-35All’inizio della Messa ho ripercorso le tappe salienti della storia della parrocchia, in special modo i sacerdoti che si sono avvicendati alla guida della comunità, parroci, vice parroci e cappellani.

cento_anni_cardinale_messa_2013-03-23-11-48-52Nell'omelia il cardinale ha indicato alla comunità tre piste su cui sviluppare il nostro cammino:

  • la fede;
  • la preghiera, da quella personale (“tutto per te, Gesù”) al culmine che si trova nell’Eucaristia (menzionando anche la Penitenza);
  • la custodia reciproca, sull’esempio di San Giuseppe.

Dopo la benedizione finale ci siamo recati davanti alla tomba di don Panfietti, situata davanti all'altare della Madonna della Guardia, e lì abbiamo recitato insieme la preghiera a San Giuseppe nostro patrono.

All’uscita è stato distribuito a tutti un libretto preparato per ricordare l’evento: in esso è tracciata la storia della parrocchia, e un album fotografico ripercorre alcune tappe belle di questi cento anni.

cento_anni_cardinale_pranzo_2013-03-23-14-55-31Dopo la Messa siamo scesi in salone per il pranzo, a cui hanno partecipato i sacerdoti e il consiglio pastorale. Abbiamo avuto modo di intrattenerci con il cardinale e di godere della sua squisita presenza.

cento_anni_pesca_beneficenza_2013-03-23-12-48-11Con la conclusione della Messa si è conclusa anche la pesca di beneficenza, che quest’anno aveva lo scopo di formare borse di studio per gli studenti poveri del Guaricano (Santo Domingo), dove sono stato in missione prima di arrivare al Lagaccio.

Tutto l’evento è stato vissuto intensamente dalla comunità, e ha lasciato un bellissimo ricordo in tutti i partecipanti.

Vedi tutte le foto dell’arrivo del cardinale e della Messa e quelle del pranzo.

 

Un commento

  1. Avatar Antonio e Francesco Ventura ha detto:

    I 100 anni della chiesa di S. Giuseppe al Lagaccio per noi

    Sabato 23 marzo 2013, ricordando i 100 anni dalla costruzione della chiesa di S. Giuseppe al Lagaccio, e ricordando il primo Parroco, don Francesco Panfietti, i pensieri, velati di commozione, sono andati a nostra madre nata nel 1910, molto affezionata alla chiesa, che aveva visto nascere, in allora nulla di più di una cripta o cappella provvisoria, e per questo battezzata nella vicina chiesa di San Rocco.

    Raccontava di un episodio simpatico nel rapporto tra lei ed il parroco Don Panfietti, quando in occasione della processione alla Madonna della Guardia, su quel tragitto impervio e faticoso che in allora si faceva a piedi, nostra madre, piccolina, aveva bisogno ogni tanto di fermarsi a prendere fiato, ed il parroco, richiamandola con piglio severo ma affettuoso, la sollecitarla a proseguire, incitandola con: “Avanti formicolina che siamo quasi giunti e se ci fermiamo non arriviamo più”.

    Un altro episodio riguarda l’Aprile del 2001 con l’arrivo del nuovo parroco Don Gianandrea Grosso, Don Gianni, alla presenza dell’allora Arcivescovo di Genova, cardinale Tettamanzi, con nostra madre che volle partecipare, per conoscerlo, ma anche per rimettere piede nella “sua chiesa” che disertava per impedimenti fisici, ma che salutava tutti i giorni dal balcone di casa.

    La conducemmo con la carrozzella, da tempo costretta ad utilizzarla e nei ricordi che si citarono, ascoltando i vari aneddoti sulla storia parrocchiale, si ritrovò testimone di quel tempo, e chiese di interloquire con il cardinale per raccontare allo stesso la sua personale esperienza.

    Uno di noi, con perplessità, richiamando la Sua comprensione per una persona anziana, chiese al Cardinale disponibilità all’incontro, che senza tergiversare accetta e si realizza la piacevole e felice occasione per nostra madre di poter dialogare con lo stesso sulla storia della chiesa e sui rapporti con l’allora parroco don Panfietti.

    Ricordiamo anche che nell’occasione, non venendo meno ad una simpatia che nostra madre riscuoteva con le persone, ed a una dialettica non secondaria, nel colloquio prospettò al cardinale una collocazione di rilievo nella chiesa.

    Finita la cerimonia, ritornammo a casa felici e soddisfatti, noi per la gioia di nostra madre e lei per aver avuto la opportunità nel colloquio con il cardinale di trasmettere momenti importanti di vita, ma soprattutto di aver testimoniato la storia della “sua Parrocchia”.

    Per noi, questa ricorrenza dei 100 anni dalla costruzione della chiesa, del ricordo del primo parroco e dei vari aneddoti raccontati da nostra madre, coincide con il giorno prima della domenica delle Palme, suo onomastico, chiamandosi Palmira.

    E stato un momento di grande emozione che ci inorgoglisce per la madre che abbiamo avuto, deceduta il 27 luglio 2003, ma sempre presente in tutti i momenti dalla vita quotidiana, di cui ricordiamo il suo motto: “La mia porta di casa è sempre aperta per tutti”.