Parrocchia San Giuseppe al Lagaccio
Una parrocchia impegnata nell'evangelizzazione

La Madonna addobbata per dopodomani!

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Addobbo Madonna 2016-05-27--19.29.30

Questa sera un gruppetto di persone in gambissima ha portato a termine l’addobbo della cassa della Madonna per la processione di domenica sera.

Addobbo Madonna 2016-05-27--21.53.52Grazie ai fiori forniti dai parrocchiani e al verde portato da una catechista, le mani d’oro delle fioriste hanno realizzato l’opera d’arte.

Ci sono volute parecchie ore di lavoro, e, come potete vedere dalla stanchezza che traspare dalle foto, il lavoro è stato duro. Ma l’amore al Signore e alla sua santissima madre l’hanno reso leggero.

Grazie Signore perché distribuisci doni meravigliosi nella nostra comunità parrocchiale!

 

Il battesimo di Ánthony

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Battesimo Anthony Ramírez 2016-05-21--18.55.31Oggi Ánthony ha ricevuto il Battesimo. Maribel e César, i suoi genitori, lo hanno accompagnato, e i suoi padrini hanno testimoniato per lui e si sono impegnati a sostenerlo nel cammino di fede.

Domani Ánthony riceverà la Prima Comunione, insieme ai suoi compagni di catechismo.

Grazie Signore per il dono della vita nuova che hai fatto a questo bambino, e grazie perché domani ti riceverà in alimento nell'Eucaristia!

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giubileo-catechismo-2016-05-21-15-41-17Oggi in centro si è svolto il Giubileo dei ragazzi del catechismo e delle loro famiglie per l'Anno Santo straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco.

Eravamo circa 7.000 tra giovani, genitori, educatori e catechisti. Una grande festa per Gesù!

giubileo-catechismo-2016-05-21-15-39-52Ognuno di noi aveva un foulard colorato, segno di appartenenza ad un gruppo di catechismo: giallo per i bambini in preparazione alla Prima Comunione, azzurro per i bambini che hanno fatto la Comunione e post Comunione, e rosso per i ragazzi della Cresima.

Ogni gruppo era diviso da striscioni che portavano le scritte: Dio è amore – Dio ti ama – Dio è misericordia.

Dalla nostra Parrocchia è partito un bel gruppo di bambini, di genitori e di catechiste, e siamo arrivati ai giardini della Stazione Brignole, dove c’era una fiumana di persone provenienti dalle altre parrocchie. Ognuno aveva costruito secondo la propria fantasia un simbolo con messaggi da donare alle persone lungo il percorso. Noi abbiamo consegnato cuori in segno dell’Amore di Dio, orme di piedi in segno del nostro cammino, e colombe bianche simbolo dello Spirito Santo.

La processione è stata un’esplosione di gioia a testimonianza dell’Amore di Dio e della Sua Misericordia, e una gioia così grande non la si poteva tenere per noi, così abbiamo voluto donarla anche agli altri.

In Via XX Settembre abbiamo sventolato i foulard colorati, gli striscioni, e mentre camminavamo intonavamo canti festosi! La nostra Parrocchia aveva uno striscione che riportava il nome, molto bello e colorato. L’ha preparato il gruppo dei cresimati.

giubileo-catechismo-2016-05-21-16-54-12In Piazza Matteotti siamo stati accolti da don Roberto, un giovane curato che ha animato un momento gioioso di canto e balli. Poi è iniziata la Messa, che è stata presieduta dal nostro arcivescovo, il card. Angelo Bagnasco. Nell'omelia il vescovo ha sottolineato l’importanza di tre parole: miracolo, capolavoro, insieme: “Noi siamo il miracolo di Dio, del Suo Amore, un capolavoro di bontà e bellezza, non da soli, ma insieme”. Dobbiamo camminare insieme, ha detto il cardinale, nelle nostre famiglie, insieme ai papà e alle mamme, e ha messo in risalto l’importanza dei nonni, che ha definito una grazia. Dobbiamo camminare insieme anche nelle comunità parrocchiali. Ha concluso dicendo: “Voi siete un grande messaggio, un sorriso, una luce. Voi con le vostre famiglie e le vostre comunità cristiane”.

Finita la Messa, ci siamo avviati in processione per attraversare la Porta Santa. Questo passaggio, non è soltanto un rito: attraversare la “Porta”, che rappresenta Gesù, è passare dal peccato alla grazia, ed è l’impegno di testimoniare sentimenti di misericordia, compiendo opere concrete di aiuto e perdono.

La Notizia buona che questo Giubileo vuol gridare al mondo, come abbiamo fatto, è: Gesù ci ama! Alleluia!

Grazie Gesù, del Tuo Amore!

Vedi tutte le foto dell’attività.

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cpm-2016-05-20-21-51-45Questa sera abbiamo concluso il corso prematrimoniale!

Lo hanno frequentato due coppie fantastiche che si sposeranno presto: Josthin e Carolina, e Alessandro e Veronica.

L’ultimo incontro è consistito praticamente nella cena ricca di buoni manicaretti preparati dall’equipe e dalle coppie!

cpm-2016-05-20-21-41-43La gioia delle due coppie è stata anche completata dalla presenza di Emily, la bambina di Carolina e Josthin, una bimba generosa di baci affettuosi!

Nel corso abbiamo sperimentato la presenza del Signore: lo abbiamo sentito ancora una volta in mezzo a noi, e ci ha permesso di trasmettere, sotto la sua guida, la nostra esperienza di coppie già sposate da tempo.

Come sempre grazie Signore per questi momenti felici e ricchi di sentimenti veri per la formazione di nuove famiglie all’interno della comunità cristiana.

Un abbraccio a tutti!

Vedi le altre foto dell’ultima serata.

Andrea è stato ordinato diacono!

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ordinazione-carcasole-2016-05-15-17-01-08Oggi il cardinale Angelo Bagnasco ha ordinato diacono Andrea Carcasole in cattedrale.

Andrea è l’unico seminarista ad essere ordinato quest’anno. Con gioia riceviamo questo dono dal Signore!

Tra un anno, a Dio piacendo, sarà ordinato presbitero.

Andrea, ti accompagniamo con la preghiera!

Vedi tutte le foto della celebrazione.

Prime Comunioni, primo turno di quest’anno!

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prime-comunioni-2016-05-15-11-55-23Oggi abbiamo avuto il primo turno delle prime comunioni; hanno vissuto la loro prima partecipazione piena alla mensa eucaristica i bambini di Pina e Rino: Antonella, Serena, Nicholas, Filippo, Lorelay, Antonio e Gabriele.

Circondati dall’affetto delle loro famiglie, i bambini hanno vissuto la festa con compostezza e raccogliemento!

Un augurio gioioso a tutti questi bambini e alle loro famiglie!

Vedi le altre foto della prima Comunione.

Danilo e Rossana sposi!

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matrimonio-chierici-ferrone-2016-05-14-11-23-15Oggi, per la grazia di Dio, Danilo e Rossana hanno celebrato nella nostra chiesa parrocchiale il loro Matrimonio.

La celebrazione è stata gioiosa, ed allietata dalla presenza di tutti i parenti ed amici.

C’era anche una rappresentanza delle coppie che hanno li accompagnati nella preparazione al matrimonio.

Grazie Signore per questa nuova famiglia cristiana!

Vedi le foto.

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ritiro-prima-comunione-2016-05-08-15-46-24Anche quest’anno nella nostra parrocchia si è svolto il ritiro dei bambini della prima Comunione: una giornata per comprendere meglio il significato dell'Eucaristia.

In mattinata, Rino ha letto e commentato il brano della prima lettera ai Corinzi (11, 23-26) e ha fatto fare il ripasso delle domandine sulla Comunione: con Rosanna e Fina invece i bambini hanno fatto le prove dei canti. Le catechiste poi hanno diviso i bambini in tre squadre: rossi, gialli e azzurri.

Don Paolo insieme ad Anna C. ha fatto una scenetta come esempio di come ci si confessa. È molto importante ricordare ai bambini la confessione, soprattutto il significato di questo sacramento. I bambini sono sempre molto attenti a tutti i particolari, che hanno poi condiviso insieme a don Paolo.

ritiro-prima-comunione-2016-05-08-11-17-53Alle 11 tutti in chiesa per la Santa Messa! Prima dell'omelia i bambini sono stati presentati alla comunità, e hanno risposto alla chiamata pronunciando il loro “eccomi!”.

Dopo il pranzo e i giochi organizzati da Rino e Dora si è cominciata a costruire una catena di cartoncini colorati: ogni anello corrispondeva al nome di un bambino, di una catechista e di don Paolo. Tra i nomi inseriti c’era anche quello di Gesù. Questo per far comprendere che, come quegli anelli uniti tutti insieme formano una catena, così anche noi siamo uniti insieme a Gesù nella Comunione.

ritiro-prima-comunione-2016-05-08-15-02-29A questo punto, sono cominciati gli “esamini” finali con don Paolo, i bambini entravano uno alla volta, mentre i bambini insieme con le catechiste leggevano ed esprimevano il significato di alcune storielle sull’Eucaristia. E una parte dei bambini ha preparato la storiella finale da rappresentare ai genitori con l’aiuto di immagini e con una breve spiegazione.

Dopo la merenda si è svolto un gioco a quiz con domande sulla Prima Comunione. Questo gioco li ha appassionati molto, c’era molta competizione tra loro, perché le sapevano tutte!!!!

ritiro-prima-comunione-2016-05-08-17-13-44Nel frattempo, don Enrico Ciangherotti ha dialogato sul significato della Comunione con i genitori dei bambini. Alla fine i genitori si sono uniti ai loro figli nel salone parrocchiale per assistere alla rappresentazione della storiella che riguardava il significato dell'”offerta”. La storia parlava di un bambino africano che al momento della raccolta in chiesa, non avendo nulla da mettere nel cestino, ha messo se stesso dicendo: “La sola cosa che possiedo, la dono in offerta al Signore”. I bambini sono stati bravi a rappresentarla, e a spiegarne il significato. Quando portiamo all'altare il pane e il vino sono simbolo della fatica e del lavoro degli uomini, offriamo i nostri sacrifici, le nostre preoccupazioni e le uniamo al sacrificio di Gesù.

Con la premiazione delle squadre, gli avvisi finali e la preghiera si è concluso il ritiro.

Grazie Signore per questi bambini, fa’ che rimangano sempre nel tuo amore.

Grazie Signore per i loro genitori, che li hanno sostenuti in questo cammino.

Vedi tutte le foto del ritiro.

Il rosario con i bambini del catechismo

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rosario-catechismo-2016-05-06-17-21-20In questa prima settimana del mese di maggio, con le classi di catechismo abbiamo fatto l’esperienza della recita del rosario.

In chiesa, un piccolo altare con la statuetta della Madonna, davanti alla statua alcuni lumini che venivano accesi mistero dopo mistero.

rosario-catechismo-2016-05-06-17-16-46Con i bambini, insieme ai loro genitori, abbiamo fatto un rosario breve. Soprattutto abbiamo cercato di spiegare che il rosario è una preghiera di contemplazione di quanto Gesù ha fatto per noi.

La partecipazione dei bambini è stata tutti i giorni attenta, e sostenuta da quella dei loro genitori.

Grazie Signore!

Vedi le foto dell’ultimo giorno.

Mya e Maelle figlie di Dio per il Battesimo!

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Battesimi Ercolano Coello 2016-04-24--16.33.52Per grazia di Dio abbiamo battezzato Mya e Maelle! Sono diventate figlie dell’unico Padre dei cieli!

Le loro famiglie e gli amici, numerosi, hanno accompagnato la nascita alla vita divina di questi bambini.

Ai neo battezzati e alle loro famiglie gli auguri più cari e la nostra preghiera per la loro santità!

Grazie Signore per questo dono speciale che hai fatto oggi alla nostra comunità!

La giornata dell’anziano e del malato!

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giornata-malato-2016-04-17-16-11-52Oggi pomeriggio il nostro vicariato ha vissuto la giornata del malato, con l’amministrazione del Sacramento dell'Unzione degli Infermi.

Il Santuario di San Francesco da Paola ha ospitato la celebrazione nella quale molti fedeli hanno ricevuto l’Unzione.

Erano con noi anche le ospiti dell’istituto Domiziana. Al servizio dei nostri parrocchiani si è affiancato quello dei membri dell'OFTAL.

giornata-malato-2016-04-17-15-43-38La celebrazione è stata presieduta da mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare. Erano presenti tutti i parroci del Vicariato.

giornata-malato-2016-04-17-17-19-49Dopo la Santa Messa e l’Unzione, un bel momento di festa nel salone del Santuario.

Grazie, Signore, per questo momento, bello per l'esperienza di fede e per il calore umano!

Vedi tutte le foto della celebrazione.

Giornata di preghiera per le Vocazioni

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mess-papa-vocazioni2016In questa domenica la Chiesa ha vissuto la Giornata di Preghiera per le Vocazioni.

In tutte le parrocchie si chiede il dono delle vocazioni che sono necessarie alla Chiesa stessa: vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie, anzitutto, ma anche vocazioni alla famiglia cristiana.

Papa Francesco ha preparato e dato significato alla Giornata di quest’anno con un significativo messaggio, che vale la pena di leggere.

E noi abbiamo avuto quest’anno un dono speciale: la presenza di suor Silvia, una suora salesiana, che ci ha dato testimonianza della sua vocazione.

Grazie Signore per questo bel dono!

Amoris Laetitia – la gioia dell’amore

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papa francescoPresentazione alla Diocesi
dell’Esortazione Apostolica
del Santo Padre Francesco
Amoris Laetitia

del card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, Venerdì 15.4.2016

BagnascoÈ con gioia che presento e consegno alla Diocesi l’Esortazione Apostolica del Santo Padre Francesco a conclusione del Sinodo sulla famiglia che ha coinvolto le comunità cristiane di tutto il mondo. Il titolo del Documento — “Amoris laetitia” — subito indica l’ampiezza dell’argomento nonché l’ansia pastorale che ne deriva. Infatti, da sempre il Papa ha ricordato che ragionare sulla realtà della famiglia oggi, significa affrontare anche il decisivo tema dell’amore umano, che trova nel nucleo familiare la sua forma umanamente più evidente, e nel sacramento del matrimonio il suo vertice di significato e di grazia. Siamo grati al Santo Padre per questo ulteriore dono che fa alla Chiesa, ma anche ad ogni persona di buona volontà.

Il documento affronta, in nove capitoli e 325 paragrafi, la realtà dell’amore nella sua bellezza e nelle sue sfide, la preparazione al matrimonio, la realtà dei coniugi che vivono – con la grazia di Dio e l’impegno personale – la fedeltà del matrimonio. Ma anche offre numerosi spunti e indicazioni per la pastorale familiare, l’accompagnamento delle giovani coppie, il sostegno alla famiglia, l’educazione dei figli, le situazioni di fragilità e le ferite. È dunque una riflessione a tutto campo. Il testo richiede, pertanto, una lettura personale, attenta e completa, senza la quale si cade inevitabilmente in interpretazioni affrettate e distorte.

Mi pare che un’affermazione del paragrafo 300 riveli il genere letterario del documento: “È comprensibile che non ci si dovesse aspettare dal Sinodo o da questa Esortazione una nuova normativa generale di tipo canonico, applicabile a tutti i casi. È possibile soltanto un nuovo incoraggiamento ad un responsabile discernimento personale e pastorale dei singoli casi particolari”. Il Papa, dunque, rilancia l’incoraggiamento al discernimento che si basa su alcuni criteri di ordine spirituale, morale e pastorale.

 

L’Esortazione è come un grande affresco, dove troviamo tinte chiare e nette – che sono il messaggio della Parola di Dio e il magistero della Chiesa (capp. 1 e 3) — insieme a colori sfumati che esprimono una complessità che chiede di essere accompagnata con particolare discernimento (capp.2, 6, 8). Nell’affresco troviamo anche un ricco e felice impasto di tipo antropologico-esistenziale, che riguarda la natura e la pedagogia dell’amore, la sua innata fecondità, l’ educazione dei figli (capp. 4,5,7), per concludere con la spiritualità coniugale e familiare (cap.9). Questo ampio quadro si trova incastonato nella cornice della grazia e della misericordia di Dio, che in Cristo svela il suo volto e il suo stile, e che illumina e dà tono ad ogni considerazione. È evidente che non è possibile riportare tutta la ricchezza del Documento, ma cerco di darne una sintesi essenziale e fedele. Tralascio il capitolo primo — alla luce della Parola — perché sarà ripreso dal capitolo terzo nella luce di Gesù.

 

Comincio pertanto dal secondo capitolo sulla lettura della realtà. Il Papa, dopo aver affermato che “il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa” (n. 31), con grande lucidità prende atto della situazione: “bisogna considerare il crescente pericolo rappresentato da un individualismo esasperato che snatura i legami familiari e finisce per considerare ogni componente della famiglia come un’isola, facendo prevalere, in certi casi, l’idea di un soggetto che si costruisce secondo i propri desideri assunti come un assoluto” (n. 33); “si teme la solitudine (…) ma nello stesso tempo cresce il timore di essere catturati da una relazione” (n. 34). E subito aggiunge che, nonostante tutto, “come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda” (n. 35). Cercando di motivare la diffiisa rinuncia a celebrare il matrimonio, il Papa — facendo eco ai Padri sinodali — ricorda motivi di tipo economico, di studio, di lavoro, di casa e altro, e denuncia “il calo demografico dovuto a una mentalità antinatalista e promosso dalle politiche di salute riproduttiva” (n. 42). Una parola particolarmente accorata e severa risuona per la miseria (cfr n. 49) e per la situazione inaccettabile dei bambini violati in molti modi – dallo sfruttamento sessuale al lavoro minorile – ai bambini di strada, ai bambini migranti. La sua voce si leva anche verso alcune derive che sembrano avanzare indisturbate come diritti di civiltà: “L’eutanasia e il suicidio assistito sono gravi minacce per le famiglie in tutto il mondo” (n. 48). La lettura della realtà è puntuale e molto ampia, non è qui possibile darne piena contezza: fra l’altro, afferma che “le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio” (n. 52), e rileva che “avanza in molti paesi una decostruzione giuridica della famiglia che tende ad adottare forme basate esclusivamente sul paradigma dell’autonomia della volontà” (n. 53). Parlando poi della dignità della donna, ricorda “la pratica dell’utero in affitto o la strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica” (n. 54), mentre, a proposito di “gender, che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna”, ricorda che esso “svuota la base antropologica della famiglia. (…) Una cosa è comprendere la fragilità umana e la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà” (n. 56). A fronte di queste sfide, il Papa avverte che “nessuno può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giovi alla società. Accade il contrario: pregiudica la maturazione delle persone, la cura dei valori comunitari e lo sviluppo etico delle città e dei villaggi. Non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondità” (n. 52). E successivamente ribadisce che “il matrimonio va oltre ogni moda passeggera e persiste. La sua essenza è radicata nella natura stessa della persona umana e del suo carattere sociale” (n. 131).

 

Alzando lo sguardo a Cristo, nel capitolo terzo il Santo Padre apre una specie di inno, pieno di stupore e gratitudine, sulla bellezza del matrimonio e della famiglia: “questo è il mistero del Natale e il segreto di Nazaret, pieno di profumo di famiglia!” (n. 65). E ispirandosi al Concilio Vaticano II, ricorda che l’Assise “ha definito il matrimonio come comunità di vita e di amore (…). Il vero amore tra marito e moglie implica la mutua donazione di se, include e integra la dimensione sessuale e l’affettività (…). Cristo Signore viene incontro ai coniugi cristiani nel sacramento del matrimonio, e con loro rimane. (…) Egli assume l’amore umano, lo purifica, lo porta a pienezza, e dona agli sposi, con il suo Spirito, la capacità di viverlo” (n. 67), così da diventare “Chiesa domestica”. Per questo “l’unione sessuale, vissuta in modo umano e santificata dal sacramento, è a sua volta per gli sposi via di crescita nella vita della grazia” (n. 74). La bellezza della famiglia è talmente grande e profonda, radicata nel cuore della Trinità Santa, che essa diventa specchio per la Chiesa che si concepisce come “famiglia di famiglie” (n. 87).

 

Il capitolo quarto è un esempio di educazione all’amore a partire dall’inno alla carità dell’Apostolo Paolo. Ritengo che sarà paradigmatico per l’ educazione affettiva dei ragazzi e dei giovani, nonché un utilissimo approfondimento e un vademecum per gli sposi di ogni età. In 75 paragrafi (89-164) il Papa entra nell’ articolata realtà dell’amore nei diversi aspetti e stati di vita, dal matrimonio alla verginità, soffermandosi, fra l’altro, su un tema a lui molto caro, quello della tenerezza: nella società dei consumi “tutto esiste per essere comprato, posseduto e consumato: anche le persone. La tenerezza, invece, è una manifestazione di questo amore che si libera dal desiderio egoistico di possesso egoistico” (n. 127). E aggiunge: “l’esperienza estetica dell’amore si esprime in quello sguardo che contempla l’altro come un fine in se stesso, quand’anche sia malato, vecchio, o privo di attrattive sensibili” (n. 128). Con grande concretezza, il Papa mette in guardia anche da una “idea celestiale dell’amore terreno (che) dimentica che il meglio è quello che non è stato ancora raggiunto, il vino maturato nel tempo” (n. 135), ricordando che l’aspetto fisico muta ma la persona resta.

 

Il capitolo quinto è dedicato all’amore fecondo, con accenni commoventi all’attesa tipica della gravidanza, al “valore immenso” (n. 170) dell’ “embrione dall’istante in cui è concepito” (n. 168). Difende in modo netto il diritto di ogni bambino “di ricevere l’amore di una madre di un padre, entrambi necessari per la sua maturazione integra e armoniosa” (n. 172), ed esalta il ruolo delle madri come “l’antidoto più forte al dilagare dell’individualismo egoistico. Sono esse a testimoniare la bellezza della vita” (n. 174).

 

Il capitolo sesto affronta alcune prospettive pastorali e si sofferma in modo particolare sulla preparazione al matrimonio, invitando a parlare alla vita concreta dei nubendi, in modo tale che possano intuire che il messaggio evangelico non solo è bello in se, ma c’entra con il loro amore, le loro attese, forse paure e incertezze. C’entra, illumina e sostiene! In undici paragrafi (205-2016), il Papa dà indicazioni e suggerimenti puntuali che saranno di grande aiuto anche per la nostra Diocesi in questo importante servizio. Mette anche in evidenza un pericolo non raro per la vita degli sposi, quello di nutrire aspettative troppo alte rispetto alla vita coniugale (cfr n. 221), dimenticando che “l’amore è artigianale”, cioè è opera umile e paziente di tutti i giorni. Per la pastorale delle famiglie raccomanda — specialmente nei primi anni — “la presenza di coppie di sposi con esperienza” (n. 223) che possano accompagnare con discrezione le coppie più giovani; come pure i gruppi per “riunirsi regolarmente, per promuovere la crescita della vita spirituale e la solidarietà nelle esigenze concrete della vita” (id.), nonché ritiri personali e di coppia, e “rituali quotidiani condivisi” (225). Un altro richiamo incoraggiante è quello di utilizzare con spirito missionario ogni occasione per accostare e parlare a sposi che non frequentano più o non hanno mai frequentato la Chiesa: battesimi, matrimoni, prime comunioni, funerali, benedizione delle case… (cfr n. 230).

Con acutezza di analisi il Papa indica le difficoltà che facilmente si presentano alla coppia mettendola a rischio: lo fa con fiducia, con la serenità che viene dalla fede nella grazia di Dio e nella buona volontà dei cuori che si sono scelti per la vita. In questo capitolo si entra nelle situazioni più delicate: riprendendo l’insegnamento costante dice che “bisogna riconoscere che ci sono casi in cui la separazione è inevitabile” (n. 241), e che “un particolare discernimento è indispensabile per accompagnare pastoralmente i separati, i divorziati, gli abbandonati” (n. 242), e ricorda che “le persone divorziate ma non risposate (…) vanno incoraggiate a trovare nell’Eucaristia il cibo che le sostenga nel loro stato (…), (e) ai divorziati che vivono una nuova unione è importante far sentire che sono parte della Chiesa, che non sono scomunicati e non sono trattati come tali” (n. 242, 243).

In questo orizzonte il Papa, facendo suo un auspicio dei Padri Sinodali, invita a considerare l’eventuale “riconoscimento dei casi di nullità” attraverso i Tribunali ecclesiastici oppure, in casi precisi, attraverso il Vescovo stesso (cfr n. 244). Il Papa afferma che “il divorzio è un male, ed è molto preoccupante la crescita del numero dei divorziati” (n. 246). Nell’affrontare queste situazioni particolari, usa tre verbi molto presenti nel testo: “discernere, accompagnare e integrare”.

 

Il capitolo settimo riguarda l’educazione di figli, compresa l’educazione sessuale e alla fede. In 31 paragrafi (259-290), troviamo un programma di scuola per genitori che sarà molto utile anche per la nostra pastorale.

 

Nell’ottavo capitolo troviamo la continuazione del sesto, con il titolo “accompagnare, discernere, integrare le fragilità”. Inizia dichiarando che “ogni rottura del vincolo matrimoniale è contro la volontà di Dio” e che la Chiesa “deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito” (n. 291). Dopo aver ribadito cos’è il matrimonio cristiano, conferma la prassi per cui certe situazioni — come “il matrimonio solo civile o, fatte salve le debite differenze, perfino una semplice convivenza” – sono da affrontate come occasioni da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio”(cfr n. 293).

Ma la maggiore delicatezza si impone nei casi di divorziati e risposati. Che cosa vuol dire mettere in atto il necessario discernimento, discernimento che ogni sacerdote è chiamato ad avere specialmente in confessionale, e che è composto da scienza e prudenza? Scienza che conosce i principi dell’agire morale, e prudenza che è la capacità di tradurli nei casi concreti sapendo che non esistono soluzioni semplici ne facili eccezioni? Discernimento, dunque, che non può mai essere separato dalle esigenze di verità e carità del Vangelo, e dall’insegnamento della Chiesa. A questo punto il Papa cita Giovanni Paolo II nella sua Esortazione Apostolica Familiaris consortio (22.11.1981), dove il Santo Pontefice parla della “legge della gradualità” e precisa che “la legge della gradualità, o cammino graduale, non può identificarsi con la gradualità della legge, come se ci fossero vari gradi e varie forme di precetto nella legge divina per uomini e situazioni diverse” (Familiaris Consortio, 34). Papa Francesco commenta dicendo che si tratta della “gradualità nell’esercizio prudenziale degli atti liberi in soggetti che non sono in condizione di comprendere, di apprezzare o di praticare pienamente le esigenze oggettive della legge” (n. 295).

Per cercare di chiarire il criterio indicato, bisogna rifarsi ad un principio generale della morale fondamentale, quella cioè che si occupa anche della formazione della coscienza e del suo ruolo nel giudizio di moralità dei propri atti. Il principio si formula così: non sempre la gravità oggettiva di un’azione corrisponde alla responsabilità soggettiva di chi la compie. Il Catechismo della Chiesa Cattolica — confermando la dottrina di sempre — e che il Santo Padre cita, così afferma: “L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere diminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali” (n. 302). Sono le cosiddette circostanze attenuanti: “per questo — continua l’Esortazione — un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica (automaticamente) un giudizio sull’imputabilità o sulla colpevolezza della persona coinvolta” (id). Ecco il discernimento che il Pastore è chiamato da sempre a fare nel colloquio con le anime, e che il Papa ribadisce e incoraggia: “I presbiteri hanno il compito di accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo” (n. 300). “Il colloquio col sacerdote, in foro interno, concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa (…). Dato che nella stessa legge non c’è gradualità, questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità e di carità del Vangelo proposte dalla Chiesa” (id). Il Papa precisa, poi, la necessità di alcuni atteggiamenti nel cuore di chi si trova in difficoltà e vuole fare veramente luce sulla sua situazione: “umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento, nella ricerca sincera della volontà di Dio e nel desiderio di giungere ad una risposta più perfetta ad essa. Questi atteggiamenti — continua il Papa — sono fondamentali per evitare il grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente ‘eccezioni’, o che esistano privilegi sacramentali in cambio di favori. Quando si trova una persona responsabile e discreta, che non pretende di mettere i propri desideri al di sopra del bene comune della Chiesa, con un Pastore che sa riconoscere la serietà della questione che sta trattando, si evita il rischio che un determinato discernimento porti a pensare che la Chiesa sostenga una doppia morale” (id).

Il Santo Padre, in precedenza, aveva anche incoraggiato affinché i divorziati risposati siano “più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo” (n. 299); “ovviamente — aggiunge – se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell’ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non può pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c’è qualcosa che lo separa dalla comunità. (…) Ma perfino per questa persona può esserci qualche maniera di partecipare alla vita della comunità: in impegni sociali, in riunioni di preghiera, o secondo quello che la sua personale iniziativa, insieme al discernimento del pastore, può suggerire” (n. 297).

 

Infine, l’ultimo capitolo tratta della spiritualità coniugale e familiare: è a questo livello che avviene la sintesi dell’amore nella vita quotidiana della coppia e della famiglia. Il Papa, attraverso alcuni sottotitoli molto significativi, descrive la via della santità dentro l’amore sacramento. Parlando della comunione soprannaturale, della preghiera in famiglia, della spiritualità dell’amore esclusivo e libero, e infine della spiritualità della cura, della consolazione e dello stimolo, l’affresco si completa nella luce: essa è dono ma non senza prezzo, viene dal cielo ma si impasta ogni giorno nella terra feconda della vita dei coniugi e della famiglia. Veramente, come leggiamo all’inizio dell’Esortazione, “la gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa” (n. 1).

Cena con le famiglie della Prima Comunione

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cena-famiglie-prima-comunione-2016-04-09-21-47-17Questa sera ci siamo ritrovati con le famiglie dei bambini che tra due mesi faranno la Prima Comunione

cena-famiglie-prima-comunione-2016-04-09-20-39-10Il cibo era ottimo, molte famiglie hanno portato squisitezze e dolci.

Il clima è stato molto sereno, e i ragazzini si sono divertiti un sacco!

Una preghiera di ringraziamento fatta in cerchio ha terminato la bella serata. Un grazie grande a tutte le famiglie che hanno partecipato. E grazie, naturalmente, al Signore che era presente in mezzo a noi.

Vedi le foto della bella serata!

Cena delle famiglie del catechismo!!!

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cena-famiglie-catechismo-2016-04-16-19-50-19Questa sera cena con le famiglie dei nostri bambini del catechismo!

Quindici giorni fa c’era stata la cena delle famiglie della prima Comunione, e stasera quella con tutte le altre!

Ognuno ha portato qualcosa, e la cucina ha preparato un’ottima pastasciutta al sugo di pomodoro.

cena-famiglie-catechismo-2016-04-16-20-35-09Naturalmente i bambini hanno mangiato, e abbiamo mangiato anche noi grandi, con gusto perché tutto era ottimo!

Il tempo è volato, serenamente, tra una risata e l’altra.

Grazie Signore perché ci fai famiglia nell'Amore, nell’unità, e ci doni la gioia di ritrovarci in comunione. Aiutaci ad essere una comunità sempre accogliente e gioiosa.

Vedi tutte le foto della serata.

La Veglia Pasquale nella Notte Santa

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veglia-pasquale-2016-03-26-22-17-15La Veglia Pasquale è tutti gli anni il culmine dell'Anno Liturgico: segna l’apice del Triduo Pasquale, poiché celebra la risurrezione di Gesù.

Lveglia-pasquale-2016-03-26-22-38-09a nostra comunità inizia la celebrazione della Veglia alle ore 22, e ascolta con attenzione tutte le letture dell'Antico Testamento. Quest’anno, tra l’altro, ha concelebrato con me p. Pierre, un padre gesuita, che è stato con noi nel pomeriggio per il servizio del sacramento della Penitenza. Ed è stato lui a illustrare le letture dell’Antico Testamento nel loro riferimento alla Pasqua.

Il cero pasquale acceso al fuoco nuovo, l’Exsultet, la benedizione dell'acqua battesimale, le rinnovazione delle promesse battesimali con l’aspersione, tutto questo rende la Veglia Pasquale unica, e ci fa unire spiritualmente a Cristo risorto.

Grazie Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte.

Vedi le foto della celebrazione.

Il Venerdì Santo

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viacrucisAnche quest’anno il Venerdì Santo è stato un giorno speciale, di grande commozione.

Altare della Reposizione 2016-03-24--21.13.38L'Altare della Reposizione ci ha raccolti in preghiera accanto a Gesù che si appresta a dare la vita per noi, chi in maniera più prolungata, chi con una visita più fugace, ma tutti con amore.

Alle 10 si sono ritrovati i bambini del catechismo con i loro genitori e catechisti, per lo spazio di adorazione a misura loro.

Nel pomeriggio, alle 18, la Celebrazione della Passione del Signore, con la lettura della suggestiva Passione secondo Giovanni e l’adorazione della croce.

In serata, quasi in appendici, ci siamo ritrovati per seguire insieme la Via Crucis del papa al Colosseo.

Grazie Gesù perché sei morto per noi!

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Altare della Reposizione 2016-03-25--13.47.02I nostri bambini del catechismo si sono oggi ritrovati all'Altare della Reposizione per il loro momento di adorazione eucaristica.

È un momento molto suggestivo, accompagnato sempre da un qualche gesto concreto che aiuti i bambini a sentirsi partecipi: quest’anno il gesto è consistito nello scrivere su un cartoncino rosso a forma di cuore un impegno da presentare al Signore.

Grazie Signore perché ami i nostri bambini!

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Altare della Reposizione 2016-03-24--21.13.38Tutti gli anni, la sera del Giovedì Santo, la nostra comunità parrocchiale sosta in preghiera e in adorazione comunitaria all'Altare della Reposizione, dopo cena.

È un momento ricco di suggestione, nel quale i momenti di sacro silenzio sono alimentati da letture evangeliche e preghiere comunitarie.

È la nostra risposta all’invito di Gesù che vede avvicinarsi l’ora della sua Passione: “Restate qui e vegliate con me”.

 

Un bellissimo Altare della Reposizione

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Altare della Reposizione 2016-03-25--13.47.02Anche quest’anno la nostra comunità parrocchiale ha avuto in dono un bellissimo Altare della Reposizione.

Dall’arte di Marina e Rosanna, con l’aiuto di Maria Rosa e Orazio, è uscita una lode viva al nostro Signore.

I bambini del catechismo hanno contribuito preparando nelle loro case il germe di grano.

Grazie Signore!