S. Giuseppe

Parrocchia San Giuseppe al Lagaccio

Una parrocchia impegnata nell'evangelizzazione

Chiesa

Contributi nella categoria Riflessioni

L’Avvento tempo di attesa!

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Cartellone_Avvento-2013-12-21--10.23.30L’Avvento è il momento dell’attesa. In questo tempo di attesa siamo in cammino verso uno stato di grazia che viene concesso a tutti! La vita ci porta a vivere un’infinità di situazioni che ci fanno gioire ma che procurano anche dolore al nostro cuore! Questo momento di attesa allora si riempie di speranza, quella speranza di poter ricevere proprio quella serenità a cui brama il nostro cuore!

La Chiesa ci invita a sperare nella gioia  di questa attesa e a percorrere con Essa la via che ci porta alla salvezza. In un momento così difficile per l’Umanità è fondamentale che questa speranza resti viva nel nostro cuore per poter continuare il cammino verso quella capanna dove sappiamo che scenderà una Luce ad illuminare il mondo intero!

Questo cammino, che tutti siamo invitati ad intraprendere,  viene illuminato dalla luce di quattro candele. L’ultima candela che si accende, nella quarta domenica, ci fa capire che il tempo è vicino, che il tempo dell’attesa dal quel sì pronunciato da Maria sta per terminare! Allora con coraggio chiediamo a Maria di donarci la forza che ci occorre per diventare piccole stelle luminose che portino luce dove la luce non c’è, che portino speranza dove non c’è speranza, che donino serenità ai cuori affranti, che annuncino, con la testimonianza viva del Vangelo, che sta per arrivare la salvezza e che la Luce dal cielo tra poco scenderà sulla Terra per illuminare il mondo e per donare la Pace che proviene solo da Dio!

Quando scegliamo di percorrere la strada del bene, il nostro viso pieno di gioia risplende di una luce che illumina il nostro cuore! Se arriveremo a possedere questa luce il nostro compito sarà quello di contagiare il mondo! Solo allora la nostra sarà una gioia piena perché sarà la gioia di tutti!

Papa Francesco ci dice: “L’Avvento è un cammino verso Betlemme. Lasciamoci attrarre dalla luce di Dio fatto uomo”. Accogliamo questo invito con tutto il nostro cuore e la nostra vita si riempirà del Suo Amore!

 

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Su youtube ci stanno dicendo:

“Io ho deciso che maglietta mettermi, io ho deciso come tagliarmi i capelli, quindi voglio essere io a decidere di non soffrire”, cioè a interrompere la mia vita, cioè a suicidarmi nell’eutanasia.

Il sillogismo non funziona.

Perché?

Perché quando parla di magliette o di taglio di capelli afferma (ed è vero) che si ha libertà di scelta tra un tipo o l’altro di maglietta o di taglio dei capelli. Le magliette sono moralmente buone, tutte; i tagli di capelli sono moralmente buoni, tutti. Si può scegliere tra le cose buone.

Ma nessuno di noi direbbe o lascerebbe dire a qualcuno:

“Io ho deciso che maglietta mettermi, io ho deciso come tagliarmi i capelli, quindi voglio essere io a decidere se ucciderti o lasciarti vivere”.

Tutti ci ribelleremmo a un sillogismo di questo genere.

Perché?

Semplice: perché dalla libertà di fare cose buone (o indifferenti) non si può dedurre la libertà di fare cose cattive.

E poi ci toccherebbero sul vivo: io non voglio rischiare che qualcuno usi quel ragionamento (sbagliato!) per uccidermi!

Però se non si tratta di noi, della nostra vita, allora non ci facciamo tanti problemi…

Il sillogismo sarebbe ben fatto se avessimo la certezza che anche quanto si dice dopo il “quindi” fosse una cosa buona.

Andrebbe bene se si dicesse:

“Io ho deciso che maglietta mettermi, io ho deciso come tagliarmi i capelli, quindi voglio essere io a decidere di se morire a casa o in ospedale”.

La scelta tra morire a casa o morire in ospedale è una scelta tra due opzioni entrambe buone.

Ma qualcuno potrebbe obbiettare: chi l’ha detto che l’eutanasia è cattiva?

I casi sono due: o che l’eutanasia è buona e si può fare, o è cattiva e non si può fare.

Se l’eutanasia è buona, allora il ragionamento del video funziona.

Se l’eutanasia è cattiva, allora il ragionamento del video non funziona.

Lo sviluppo del ragionamento del video è il seguente:

  • supponiamo che l’eutanasia sia buona
  • io posso decidere se mettermi la maglietta rossa o la blu
  • io posso decidere se tagliarmi i capelli o lasciarmeli crescere
  • dunque io posso decidere se fare o non fare l’eutanasia

Ma io non so se l’eutanasia sia buona!

Il ragionamento del video è allora un ragionamento bacato, non dimostra nulla.

Chi ha fatto il video è in cattiva fede, perché vuol dimostrare quanto suppone. È un gatto che si morde la coda!

Se non sappiamo se l’eutanasia è buona o cattiva, allora non possiamo arrischiarci di fare il ragionamento del video, perché rischieremmo di giustificare una cosa cattiva.

L’illogicità del video, però, non colpisce il lettore, perché il video è fatto ad arte per puntare sull’effetto compassione. Il lettore che vede il video senza scorgere l’inghippo logico viene “avvinghiato” dall’aspetto sentimentale, e istintivamente pensa: “non si può obbligare nessuno a fare una cosa che non vuole”, e gli sfugge che il ragionamento non funziona. Rimane convinto di qualcosa di cui il video non poteva parlare.

Il puntare sull’aspetto sentimentale, di compassione, di pietà verso una persona malata non è la maniera giusta di impostare un dibattito riguardo a un qualcosa di tanto importante quanto la vita di una persona e il rispetto da avere verso di essa.

Morire cadendo da un ponteggio

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Stasera sono stato all’obitorio a recitare il rosario per Juan Carlos insieme ai suoi familiari e ad altri parrocchiani.

Quindici giorni fa Juan Carlos è caduto da un ponteggio, dove era salito senza sicurezza. Ha fatto un volo di sei metri, e si è sfracellato picchiando di testa.

Fino a quando, Signore, ci sarà chi muoia perché la sicurezza costa troppo in termini di tempo e di soldi?

La giustizia saprà essere un deterrente valido perché altri impresari non mettano altre volte a rischio vite umane preziose?